Nuclearelectrica, l’azienda energetica statale della Romania, ha detto di aver avviato le procedure per lo spegnimento temporaneo del secondo reattore nucleare della centrale di Cernavoda, l’unica nel paese, a causa dei livelli di acqua nel Danubio troppo bassi. L’acqua del fiume viene usata, tra le altre cose, per far funzionare i sistemi di raffreddamento della centrale, ma per via della siccità in corso l’acqua è ora insufficiente.
È la prima volta che la centrale viene completamente spenta dal 2003. Il secondo reattore era l’unico ancora attivo, dato che l’altro era stato spento a luglio sempre per gli stessi motivi. I due reattori soddisfano un quinto della produzione energetica del paese.
A fine luglio la Romania aveva dichiarato lo stato di emergenza e chiesto sia alle aziende sia alle persone di ridurre i consumi di energia elettrica; in più aveva fatto esplodere alcuni sedimenti rocciosi lungo il Danubio per favorire lo scorrimento dell’acqua verso la centrale, ma la misura non è stata sufficiente. Adesso, per compensare alla mancata produzione della centrale di Cernavoda, il ministero dell’Energia ha detto che è stata messa in funzione una centrale elettrica a lignite, un carbone fossile molto inquinante, e che è stato aumentato il ricorso all’energia eolica.












