Ceuta e Melilla col fiato sospeso, con lo spettro di una nuova ondata di migranti che continua ad aleggiare in vista del ferragosto. Madrid e Rabat lavorano per evitarlo, anche se nelle ultime ore la tensione tra le due capitali torna a salire, con il governo del Marocco che ha minacciato di sospendere l'accordo di estradizione con la Spagna. Non un buon momento per rinfocolare le polemiche. Per ora la collaborazione sembra comunque funzionare.

Centinaia di agenti antisommossa marocchini sono schierati al confine con le exclave spagnole e numerosi filmati raccontano il dispiegamento di forze a Benzù, di fronte al valico di Tarajal che separa il Marocco da Ceuta, e lungo le strade di accesso a M'diq, Tetouan e alle loro periferie. Otto posti di blocco presidiano i circa 80 chilometri di strada che collegano Tangeri a Ceuta.

Ci sono anche le immagini dei poliziotti marocchini che punteggiano le spiagge di ferragosto con elmetti e scudi, per l'esercitazione in vista del nuovo possibile "assalto". E poi le nuove reti a maglie fitte, fissate ai piloni sottomarini di cemento armato: Fnideq dal mare è ora inespugnabile. Se non bastasse, ci sono i video dei rastrellamenti su vasta scala nel cuore delle montagne di foreste alle spalle di Ceuta, dove di solito si raccolgono i migranti subsahariani dopo le lunghe traversate. E la minaccia di cannoni ad acqua, lacrimogeni e granate stordenti. Tutto filmato e inviato nel web, perché i naviganti della Rete vedano e intendano.