La città spagnola vive in un'atmosfera sospesa, aspettando sabato per vedere se si concretizzeranno i timori di un nuovo ingresso di massa di migranti dal Marocco

La città autonoma spagnola di Ceuta rimane oggi in una situazione di incertezza. Migliaia di persone sono ancora presenti in città dopo essere entrate illegalmente, mentre la questione dei rimpatri resta avvolta nel mistero. Il numero esatto dei cittadini stranieri, quasi tutti di origine marocchina, ancora presenti a Ceuta è sconosciuto, ad eccezione di circa 1.500 minori non accompagnati.

Nel frattempo, sui social media si annuncia una nuova ondata di migranti per il 15 agosto, che si aggiungerebbe alle circa 80mila persone arrivate il 30 luglio. Ieri, il governo spagnolo ha comunicato di essere al lavoro per rimpatriare oltre mille minori.

"Stiamo collaborando con il governo marocchino su un piano d'azione, su un principio operativo (...) affinché tutti i minori presenti a Ceuta possano essere ricongiunti alle loro famiglie in Marocco", ha dichiarato il ministro della Giustizia, Félix Bolaños, da Almería, in Andalusia.

Si tratta di un gruppo di 1.527 minori non accompagnati già identificati, ai quali viene chiesto di "rientrare con le proprie famiglie", con la preziosa collaborazione dell'amministrazione di Ceuta, affinché "ricevano un'accoglienza che rispetti i diritti umani".