HomeCronacaCeuta con il fiato sospeso, lo spettro di una seconda ondata. Blindata anche la costa di MelillaRabat minaccia Madrid: pronti a sospendere il trattato bilaterale sull’estradizione. Ma le due polizie collaborano alle frontiere. E l’Europa getta acqua sul fuocoLe ospiti del centro di accoglienza nell’enclave spagnola di CeutaRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 14 agosto 2026 – Poco meno di quattrocento chilometri. È questa la distanza che divide Ceuta da Melilla, nonché il tratto di costa sul quale tutti gli occhi dell’Europa sono puntati. Sì, perché ormai manca sempre meno all’ipotetica nuova ondata migratoria che travolgerà, forse, non solo Ceuta, ma anche l’altra exclave, ovvero quella più vicina al confine con l’Algeria. Secondo il tam-tam social, partito da alcuni account marocchini, l’assalto alle frontiere potrebbe avvenire nella notte tra oggi e domani. “Non c’è posto in Spagna – ha detto il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska –, né a Ceuta, né a Melilla, né in qualsiasi altra città spagnola per coloro che vogliono entrare in modo irregolare e in violazione della legge”. Ma il livello di allerta è sempre più alto, tanto che la Guardia civil iberica ha posizionato una nuova barriera marittima sulla diga foranea meridionale di Melilla (simile a quella di El Tarajal, a Ceuta) per rafforzare il controllo al confine marittimo.
Ceuta con il fiato sospeso, lo spettro di una seconda ondata. Blindata anche la costa di Melilla
Rabat minaccia Madrid: pronti a sospendere il trattato bilaterale sull’estradizione. Ma le due polizie collaborano alle frontiere. E l’Europa getta acqua sul fuoco














