Il dossier del comitato etico di viale Mazzini sul giornalista: ha violato le principali regole di condotta dei dipendenti.
La Rai rischia un danno d’immagine nella vicenda Lavitola-Ranucci. Per questo il conduttore di Report potrebbe non tornare in video alla ripresa di novembre. «Scelta editoriale», la motivazione. La relazione del Comitato Etico di viale Mazzini consegnata ieri all’amministratore delegato Giampaolo Rossi punta il dito sul conduttore. Mentre dalle parti dell’azienda si spera in un passo indietro autonomo del giornalista. Che avrebbe violato le principali regole di condotta cui tutti i dipendenti sono tenuti nello svolgimento del loro lavoro. In particolare «gli obblighi di correttezza, lealtà e tutela dell’immagine aziendale».
La Repubblica spiega che nel dossier su Ranucci è presente l’accusa di essersi fatto condizionare da Lavitola. Che ha messo becco in inchieste giornalistiche, ha frequentato la redazione senza autorizzazione, è entrato in possesso di mail e comunicazioni interne. Oltre ad aver criticato in modo inappropriato colleghi e dirigenti Rai. La vicenda, dicono ai piani alti di viale Mazzini sta arrecando «danno reputazionale» alla credibilità della trasmissione e dell’azienda. Anche il vocale inviato nel 2021 all’influencer Valentina Pelliccia in cui il giornalista diceva che «anche dentro la Rai c’è un po’ di mafia, un po’ di massoneria» fa parte del dossier. Così come i giudizi nei confronti dell’ad: «Gasparri & company hanno chiesto il controllo di Ranucci e Rossi ha eseguito».














