Si fa prima a dire cosa ha violato secondo il codice Rai. Tutto. Una parola è destinata ad accompagnare il caso Ranucci e la decisione che la Rai prenderà sulla conduzione di Report. La parola è slealtà. Ranucci è stato leale con i vertici della sua azienda? La relazione del comitato etico Rai è stata trasmessa all’ad Rossi a cui compete l’eventuale avvicendamento. Il senso di questa relazione non può che essere la censura. Basta prendere i criteri che utilizzano le aziende per misurare l’operato dei dipendenti: buonafede, correttezza. Ranucci è stato leale con il direttore degli Approfondimenti, Paolo Corsini? Gli ingressi in Rai di Lavitola, due, si possono ritenere come l’ingresso di un semplice ospite? Il rapporto con parlamentari, membri della Commissione di Vigilanza, rientra nella normale condivisione di informazioni? E ancora. La partecipazione di Ranucci a E’ Semprecartabianca, le sue parole sul ministro Carlo Nordio, non verificate, di cui Ranucci ha chiesto scusa, sono uscite che la Rai può definire come libere dichiarazioni? Va ripetuto, la relazione serve a confortare la scelta dell’ad, una scelta che è editoriale e sganciata dal contenuto della relazione. La studierà Rossi e tutto si può dire eccetto che sia una relazione di parte. Il comitato è composto da Stefano Coletta, Delia Gandini, Stefania Pennarola, Felice Ventura. Sono quattro dirigenti che vogliono bene alla Rai, più di quanto Lavitola vuole “bene” a Ranucci. I giudici che hanno applaudito Ranucci sono oggi quelli che non credono al suo amico Lavitola. Il gip di Roma ha respinto l’istanza di scarcerazione perché le ricostruzioni di Lavitola sarebbero “inverosimili”, e quell’attentato a fin di bene, “per fargli aumentare il livello della scorta”, sarebbe per Iole Moricca, il gip, una patacca. Esiste anche il pericolo di fuga. Questo è un giudice, gli altri quattro sono invece della Rai, del comitato etico. Non serve essere un agente dei Servizi per capire che la loro relazione non può che essere il secco elenco degli ultimi mesi. Non può che essere la cronistoria delle rovine di Report, a cominciare dal caso Nordio, la presentazione del libro del Ranucci, “La scelta”, il passaporto che permetteva al giornalista di andare ospite in libertà nelle reti della concorrenza. Rivelare come ha fatto Ranucci, a una collega giornalista, che in Rai ci sono “mafiosi e massoni” accresce la credibilità dell’azienda o lo fa precipitare? La Rai sta iniziando a quantificare il danno in termini economici. Avere Lavitola che compone la scaletta con Ranucci attrae investitori pubblicitari o li allontana? Lavitola sta sostituendo come svago d’agosto la Settimana enigmistica. Ha raccontato ai giudici che il mandato ai suo sgherri non era insaccare l’automobile di Ranucci di tritolo, ma solo “quattro, cinque colpi di pistola” contro la sua villetta, solo dei colpetti per vedere l’effetto che fa, alla Jannacci. Se non ci fosse di mezzo la prima serata, le inchieste su Meloni, e Fazzolari, immaginato come l’uomo che faceva seguire Ranucci, sarebbe un caso da destinare nello scaffale “impostura” e “avventura”, solo che c’è la politica e anche Salvini. Il solo che sta riuscendo a riabilitare Ranucci è Salvini, che continua a chiedere la rimozione mentre Fazzolari sta dicendo “che Report ha perso credibilità. Il punto è la figuraccia alla quale abbiamo assistito: è venuto fuori che l'inquisitore delle fragilità altrui aveva tutte le debolezze, le contraddizioni, le opacità che cercava morbosamente negli altri”. Chi vuole bene a Ranucci, e sul serio, dovrebbe consigliarli, ora, l’uscita da amico plagiato, piuttosto che questo lento, e perfino crudele, il più crudele, delle cadute: passare per il dritto tonto.
Il Ranucci etico: il comitato Rai invia la relazione all'ad Rossi. Il faro è sulle opacità e la slealtà del conduttore
Il comitato etico Rai consegna la relazione all'amministratore delegato. Si prefigura la censura al conduttore. In esame il rapporto di lealtà con i vertice. Lavitola resta in carcere e la gip reputa la sua ricostruzione "inverosimile"












