È stata consegnata all'amministratore delegato Giampaolo Rossi la relazione del Comitato Etico sulla vicenda che coinvolge Sigfrido Ranucci e si avvicina dunque la decisione sulla conduzione di Report. Ora Rossi si prenderà qualche giorno per leggere il contenuto, che è stato secretato, come da prassi per questo tipo di documentazione, e farà le sue valutazioni - come spiegano fonti aziendali - in piena autonomia, perché si tratta di un parere meramente consultivo e non vincolante, che non determina, dunque, automatismi sulla scelta editoriale relativa a una eventuale sostituzione del conduttore. Fatto sta che il malcontento è forte ai piani alti della tv pubblica per il danno reputazionale che la vicenda sta causando all'azienda.
Tanto che i vertici non nascondono insofferenza e preoccupazione per possibili ricadute anche sotto il profilo della raccolta pubblicitaria. Gli occhi sono puntati sul prosieguo dell'inchiesta, perché i contorni dell'azione messa in atto da Valter Lavitola restano ancora poco chiari, al punto che lo stesso Gip di Roma, nell'ordinanza con cui ha confermato il carcere per l'imprenditore, ha parlato di «dichiarazioni fumose e assolutamente generiche», oltre che di movente «inverosimile» in relazione al suo interrogatorio. Su questa scia dalla maggioranza si sollevano voci sempre più critiche nei confronti del conduttore, accusato da più esponenti di Fratelli d'Italia di opacità, perché non fa chiarezza, ad esempio sul perché «il giorno della perquisizione a Lavitola è stato due ore al telefono con il presunto mandante dell'attentato per tentare di concordare un alibi per lo stesso Lavitola».












