Si preannuncia un Ferragosto bollente per il futuro di Report e del suo conduttore. Gli sviluppi dell'inchiesta sull'attentato subito da Sigfrido Ranucci, con l'arresto di Valter Lavitola e le valutazioni del Gip, insieme alla pubblicazione delle conversazioni tra l'imprenditore e il giornalista saranno elementi decisivi per le decisioni aziendali che potrebbero anche arrivare in tempi rapidi.
E' atteso, infatti, entro questa settimana il parere del comitato etico, che ha svolto audizioni e verifiche per valutare eventuali violazioni del codice etico e il mancato rispetto dei principi aziendali. La relazione, che non verrà pubblicata, sarà quindi sottoposta al vaglio dell'amministratore delegato Giampaolo Rossi che poi farà le sue valutazioni di carattere editoriale. Non sarà avviato, invece, adesso l'audit interno anche se la procura di Roma ha risposto alla richiesta della Rai sul via libera alla procedura affermando, sostanzialmente, che non c'è necessità di alcun assenso da parte dell'ufficio giudiziario in quanto si tratta di attività amministrativa interna all'azienda. La richiesta era stata avanzata dalla tv pubblica il 30 luglio scorso allo scopo di evitare eventuali "interferenze e sovrapposizioni". L'audit dovrebbe essere avviato da Delia Gandini, Direttrice Internal Audit, che presiede anche il Comitato etico, ma comporterebbe attività, come verifiche di documenti e audizioni, che appaiono impensabili in questo momento. Sarà dunque la relazione del Comitato a rafforzare o meno la decisione sulla prossima conduzione del programma, in partenza l'8 novembre, che resta una decisione editoriale. E si fanno sempre più insistenti le voci di una sostituzione di Ranucci, anche alla luce dei nuovi elementi emersi dall'inchiesta, come la mail aziendale, inviatagli dal direttore dell'Approfondimento Paolo Corsini, nella quale si chiedeva un riequilibrio delle inchieste di Report, girata a Lavitola dal conduttore o i giudizi espressi da quest'ultimo nei confronti di Rossi e la Rai e su altri colleghi. Comportamenti che avrebbero creato forti malumori tra i vertici e che potrebbero, secondo alcune valutazioni, costituire violazioni dei principi di correttezza aziendale. D'altro canto è evidente che le valutazioni del gip sulla mancanza di elementi per sostenere l'esistenza di un accordo tra Ranucci e Lavitola nella preparazione dell'attentato sgomberano il campo sulle accuse più gravi rivolte al conduttore. Resta da capire se saranno individuate altre violazioni, ma non è escluso che la decisione dell'Ad possa basarsi anche su considerazioni di opportunità, eventualmente legate al prolungarsi dell'inchiesta o a comportamenti comunque ritenuti lesivi per la credibilità del servizio pubblico. Una decisione delicata, anche per le implicazioni di carattere politico che comporterebbe la sostituzione di Ranucci nella stagione pre-elettorale. La tensione resta alta e i malumori non mancano nella redazione di Report, che ha smentito "in modo categorico" le indiscrezioni su un presunto "commissariamento" di Ranucci, ma è comunque consapevole che il futuro del conduttore è a rischio. Per questo si stanno serrando le fila per fare in modo che siano pronti alla successione inviati storici del programma come Giorgio Mottola e Giulio Valesini, piuttosto che subire passivamente l'arrivo di un esterno. Tra i nomi che troverebbero un gradimento in azienda quello di Federico Ruffo che ha già svolto lavoro di inchiesta.










