di Venanzio Postiglione
Un tour nella bella stagione, nei giorni di Ferragosto, con la rilettura di alcuni tra i pezzi più belli scritti dalle grandi firme sul "Corriere della Sera". Non è solo un amarcord, ma un viaggio che racconta come siamo cambiati. Con un occhio particolare per gli anni 60, quando l'Italia è tornata tra i Grandi
Che meraviglia. Un tour nella bella stagione che diventa un viaggio nella nostra storia. Da quando, la sera del 5 marzo 1876, è nato il Corriere. Ora che è arrivato Ferragosto, ci concediamo il piacere, la gioia, di rileggere i pezzi (pezzi del quotidiano e pezzi di bravura) delle firme che hanno raccontato le estati italiane. Non è solo un amarcord, non è solo una bella lettura, non è solo un omaggio ai 150 anni del giornale. Ci siamo noi. Con la società che, piano piano, si è trasformata: nei costumi e nel costume, nelle code in autostrada, nelle città sempre meno deserte, nelle balere piene e nei primi viaggi esotici, nella scoperta che la villeggiatura dei pochi diventava il turismo di tutti o di quasi tutti. Un numero quasi monografico, vedrete, e una scelta forse impossibile tra migliaia di articoli e di titoli e di fotografie. Ci ha aiutato la Fondazione Corriere, che custodisce anche i tesori dell’archivio storico.







