Una evento al Museo delle Statue Stele, diretto da Nicola Gallo. Il Castello del Piagnaro di Pontremoli.. che lo ospita, attira ogni anno migliaia di personeCi sono luoghi in cui il tempo non scorre: si deposita. Pontremoli è uno di questi. Al mattino, quando la luce filtra tra i tetti e si posa sulle mura del castello, sembra quasi di sentire un respiro antico, un’eco che arriva da epoche in cui l’uomo non aveva ancora trovato le parole per raccontarsi. È lo stesso respiro che abita il Museo delle Statue Stele Lunigianesi Ambrosi, dove figure scolpite nella pietra continuano a vegliare sul presente con la pazienza delle cose eterne. Ora una notizia arriva come un sigillo: la Regione Toscana ha riconosciuto al Museo la qualifica di Museo di Rilevanza Regionale. Un titolo che non è solo amministrazione, ma riconoscimento di un’anima. È come se la Toscana avesse posato una mano su queste antiche figure.
Le Statue Stele attirano ogni anno oltre 23.000 visitatori. C’è chi arriva per curiosità, chi per studio, chi per un richiamo difficile da spiegare. Il Museo non è solo un luogo di conservazione: è un laboratorio di racconti. E l’autunno promette nuove aperture: il 22 settembre Silvia Sandrone e Nicoletta Bianchi, direttrice e vice del Museo delle Meraviglie di Tenda, porteranno a Pontremoli un confronto tra territori che condividono la stessa radice ancestrale.Intanto, le Statue Stele si preparano a un viaggio simbolico verso Firenze: saranno presenti nella pubblicazione “Fuorimostra“, collegata alla grande esposizione “Broken. Il potere del frammento“ di Palazzo Strozzi e della National Gallery of Art di Washington.







