Mostrare una città "invisibile", che non c'è più, ma che è un unicum per il matrimonio archeologico etrusco. È stata questa la sfida che ha animato il progetto di riallestimento del Museo nazionale etrusco 'Pompeo Aria' di Marzabotto nel Bolognese (Mnema), che si presenta al pubblico nella sua nuova veste, più moderna e inclusiva, in un percorso interno che punta a essere fruibile da tutti, dai bambini delle scuole alle persone con disabilità. Il nuovo Mnema incarna un dialogo costante, in divenire, tra archeologia, paesaggio e memoria.
L'8 giugno l'inaugurazione - anche se l'area non è mai stata chiusa del tutto - dopo il riallestimento realizzato con un finanziamento di 800mila euro nella programmazione della legge 190/2014. Riallestite le sale interne del Museo, che introducono all'area di 25 ettari del parco archeologico ancora oggetto di scavi. Quello di Marzabotto, ovvero l'etrusca Kainua (detta anche Misa), rappresenta un sito unico per comprendere l'urbanistica e la vita quotidiana degli Etruschi. Grazie al suo ottimo stato di conservazione, offre un viaggio indietro nel tempo di 2.500 anni. Kainua è l'unica città etrusca percorribile nel suo impianto originario. "La riapertura del Mnema segna un passaggio importante nel percorso di valorizzazione di Kainua e del patrimonio etrusco nazionale - ha spiegato Luigi Gallo, direttore dei Musei nazionali di Bologna-Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna nell'anteprima alla stampa - Con il nuovo allestimento 'Vivere Kainua', il Mnema vuole essere un luogo, accessibile e in continua evoluzione, che fa dell'apertura e dell'inclusività alcuni dei suoi principi guida". Nel nuovo allestimento, progettato dall'architetto Fabio Fornasari, oggetti e manufatti vengono presentati in un racconto che li contestualizza e ne traccia il percorso nel tempo. Nella prima sala il museo presenta se stesso, fornendo una "prima cassetta degli attrezzi" ai visitatori.










