Come si racconta una città invisibile agli occhi? Ha inseguito questa domanda il nuovo allestimento del Museo Nazionale etrusco Pompeo Aria di Marzabotto, inaugurato ieri al termine di un percorso iniziato nel 2022. Questa nuova visione "inclusiva e accessibile" si chiama ’Vivere Kainua’, dal nome dell’antica città che "rappresenta un unicum visto che è ancora percorribile nel suo impianto originario", spiega la direttrice Denise Tamborrino. Assieme a lei, nel suggestivo sito archeologico ai piedi di Monte Sole, fra erba (volutamente lasciata alta) e Argille azzurre, c’era anche il direttore dei Musei Nazionali di Bologna Luigi Gallo, che ha ricordato "il rapporto omotico fra le sale del museo e l’esterno", là dove si trova "uno scavo vivo" in un’area di 25 ettari. Il museo ha goduto di un finanziamento ministeriale di 800mila euro, mentre prosegue la collaborazione (da 40 anni) con l’Unibo, rappresentata ieri dalla professoressa Elisabetta Govi, al taglio del nastro assieme agli studenti e studentesse dell’università (in azione a scavare sotto il sole fino a poco prima), la dirigente della Soprintendenza Francesca Tomba e la sindaca Valentina Cuppi.

Non resta che entrare dunque nel museo, donato allo Stato dal 1933, come racconta il documento esposto nella prima sala. Assieme al secondo ambiente, nel nuovo allestimento progettato da Fabio Fornasari rappresenta l’ingresso nella Kainua di 2.500 anni fa, intuita nel 1886 da Edoardo Brizio, ricreando l’ambiente delle necropoli (due a Marzabotto) che circondavano una città dalla spiccata vocazione agricola e commerciale. Nella seconda sala, sui toni del grigio, ci si imbatte in nuovi reperti trovati nello scavo più recente, quello di un santuario: un busto e un volto femminili in terracotta, probabilmente divinità, legate al culto della dea Uni (Era/Giunone). E questa è già un’intrigante novità perché nell’Etruria padana, in cui si trovava anche Bologna, non ci sono normalmente tracce di questo culto femminile. Per arricchire il percorso, fino a settembre saranno esposti preziosi esemplari simili provenienti dall’antica Veio.