TORINO - Se, come è vero, a Torino "abbiamo l'onere e l'onore di avere l'unico corredo intatto del Nuovo Regno costruito fuori dall'Egitto", allora appare chiaro come sia un momento cruciale il riallestimento della sala dedicata al corredo funebre Kha e Merit.
Parola di Christian Greco, direttore del Museo Egizio.
Luci innovative, infografiche, magazzini a vista dei tessuti e una teca di 14 metri per il Libro dei morti. "Ieri pomeriggio - ha ricordato Greco durante la presentazione - vagavo tra le vetrine assieme a Paolo del Vesco (curatore) e anche lui diceva che 'alcuni oggetti sembra di non averli mai visti'".
C'è un'intera comunità dietro al nuovo allestimento della sala dedicata alla coppia della classe scribale egizia, vissuta circa 3.500 anni fa a Deir el-Medina, villaggio nelle maestranze e degli artisti che lavoravano alle tombe dei faraoni.
Fondazione Crt, grandi mecenati ("chi ha donato molte migliaia o centinaia di migliaia di euro") e oltre 500 donatori: questa è la dimostrazione di "come la collaborazione tra istituzioni, sostenitori privati e pubblico possa generare progetti di portata internazionale", sottolineano Greco e la presidente del Museo egizio di Torino, Evelina Christillin.







