C’è chi scappa e chi resta e sono traiettorie che, è quasi banale dirlo, sono molto più intrecciate di quanto potremmo pensare. La storia di chi parte, in questi anni di migranze, è salita spesso agli onori delle cronache, sebbene parlarne non sarà mai abbastanza. Ma la storia di chi resta? Magari quella di chi è nato e vive a Lampedusa e vede passare il mondo in continuazione rimanendo fermo, per dire. O quella del poliziotto che, a Roma, ne incrocia decine e decine. Li ferma, li aiuta, magari cerca di incidere in qualche modo sulla loro vita, pur sapendo che un giorno, inevitabilmente, partiranno ancora.
Anche Roma e Lampedusa sono due facce della stessa medaglia. Daniela Tagliafico, giornalista Rai, per molti anni al fianco di Enzo Biagi, le ha scelte come fulcro della sua narrazione, le ha riempite di vite che, per sua stessa ammissione, sono di fantasia ma quasi mai del tutto inventate, e ne ha fatto un romanzo caldo e profondo. Si intitola Chi resta mentre il mondo scappa, sono “Storie di confini e sopravvivenza“ e le ha edite Vallecchi giusto qualche mese fa. Due, soprattutto, sono i protagonisti.
C’è Mara, la giovanissima barista del bar Marevero, lampedusana che sogna di fare la vigile del fuoco ma non certo nell’Isola, no: lei vuole spegnere i fuochi, farlo davvero, e quale fuoco vuoi che possa esserci in un’isola in cui non si ha paura neppure della propria ombra?













