La situazione in Cisgiordania sembra peggiorare ogni ora di più. Da domenica 10 agosto due famiglie di palestinesi, con i loro bambini, sono assediate dai coloni nelle loro case, prive di elettricità, cibo e acqua a Qusra, vicino a Nablus. Hanno chiesto aiuto all’esercito israeliano, c’è anche stato un breve scontro fra coloni ed esercito, ma la situazione è rimasta immutata. Anzi, ad essere sgomberate dall’esercito sono state una ventina di famiglie palestinesi, non i coloni. L’esercito è notoriamente molto ambiguo nelle sue risposte ai coloni e un gruppo di soldati ha addirittura pregato insieme ai coloni. Si tratta di uno soltanto dei tanti episodi simili che avvengono con sempre maggior frequenza nel Paese, ma questa volta sembra che l’attenzione dell’opinione pubblica sia cresciuta e che il precipitare della situazione abbia finalmente smosso inedite reazioni.
Le gesta dei coloni sono sempre più definite come atti “terroristici”, un termine che ha avuto grandi difficoltà ad essere applicato agli ebrei fino a questo momento. Ora, lo ha usato lo stesso ambasciatore statunitense in Israele, il repubblicano pastore battista Mike Huckabee, in un post del 13 agosto sui social, scrivendo che «le azioni di coloro che hanno compiuto questo orribile atto di terrorismo, volto a intimidire e molestare questa famiglia, sono ripugnanti».










