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Assediati, senza cibo e senz’acqua, senza la possibilità di uscire o di far entrare nessuno, nemmeno i soccorritori. Per diversi giorni la famiglia di Youssef Hassan, un uomo palestinese della città di Qusra, in Cisgiordania, è rimasta bloccata nella propria casa, nella zona di Ras al-Ain, a causa delle intimidazioni dei coloni israeliani che hanno circondato l’abitazione, eretto delle recinzioni, bloccato le strade di accesso e montato una tenda nelle vicinanze per impedire loro di muoversi. Hanno anche tagliato le linee elettriche. Un’ambulanza mandata per evacuare la moglie e i due bambini, terrorizzati dalla situazione, è riuscita a raggiungere la famiglia solo dopo diversi tentativi falliti. Stesso copione con gli attivisti delle associazioni che lavorano ogni giorno per proteggere i palestinesi dalle violenze degli abitanti degli insediamenti. Il gruppo ha provato a portare delle provviste di cibo ma è stato fermato dall’esercito.
I soldati sono arrivati dopo tre giorni di assedio, hanno dichiarato la “zona militare”, hanno allontanato gli attivisti e fatto smontare la tenda dei coloni. Lo sgombero vero e proprio degli estremisti israeliani però non è ancora avvenuto. Non è la prima volta che Hassan subisce questo tipo di aggressioni. L’assedio è stato preceduto da diversi tentativi da parte dei coloni di interrompere le forniture di elettricità e acqua, per spingerlo ad abbandonare la sua casa. Ma finora lui non ha ceduto e ha fatto montare delle telecamere per sorvegliare l’abitazione 24 ore su 24.










