HomeCronacaLavitola resta in carcere: “Niente bombe, volevo sparassero”. Il gip: da lui ricostruzioni inverosimiliPer la procura “ha cercato di ridimensionare fortemente il suo ruolo”. E ora Ranucci potrebbe essere ascoltato come persona informata sui fattiValter LavitolaRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 14 agosto 2026 – Valter Lavitola resta in carcere nonostante la confessione. La Gip di Roma Iole Moricca ha respinto la richiesta di domiciliari dell’avvocato Sergio Cola, che assiste l’imprenditore. I pm della Procura di Roma, coordinati da Francesco Lo Voi, avevano dato parere negativo. E gli inquirenti si preparano anche a convocare Sigfrido Ranucci a settembre come persona informata sui fatti dopo l’analisi del pc e del cellulare di Lavitola, dal quale si aspettano di trovare cosa si sono detti i due nel periodo che va da gennaio 2025 a luglio di quest’anno.

L’interrogatorio

Durante l’interrogatorio di garanzia il gestore del Cefalù Bistrò ha raccontato alla Gip di aver proposto solo di sparare alcuni colpi di pistola dimostrativi contro il muro della villetta del conduttore di Report. Poi, quando ha saputo che gli esecutori avevano usato la gelatina di cava per far esplodere le due automobili della famiglia Ranucci non avrebbe avuto comunque nulla da ridire, ritenendo comunque anche quella una modalità di carattere dimostrativo. Due giorni fa Lavitola ha confessato di essere il mandante dell’attentato dello scorso ottobre. Lo avrebbe compiuto con l’obiettivo “di fare alzare i livelli di scorta di Ranucci, oggetto di numerose minacce”. Sigfrido Ranucci