L'ordinanza
Redazione
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Nelle quasi 200 pagine dell’ordinanza, firmata dal Gip del tribunale di Roma Iole Moricca, che ha disposto il carcere per Valter Lavitola. ritenuto il presunto mandante della bomba fatta esplodere all’esterno dell’abitazione dell’amico e giornalista Sigfrido Ranucci, emerge l’estraneità del conduttore di Report al piano criminale del noto faccendiere. Da una parte i due, che andavano a cena anche tre volte al mese, erano in sintonia sul progetto politico che aveva obiettivo la candidatura di Ranucci come leader politico del centrosinistra.
Secondo Lavitola, infatti, l’amico poteva arrivare anche a raccogliere il 30% dei voti e lo incoraggiava costantemente a lasciare il giornalismo per la politica. Dal canto suo, Ranucci ha partecipato attivamente alla composizione delle domande, tanto da integrare personalmente la griglia dei quesiti per i sondaggi sulla sua popolarità, aggiungendo temi come l’intelligenza artificiale e la transizione ecologica.











