Eni tiene in caldo l’ipo di Plenitude.
II gruppo guidato da Claudio Descalzi ha tutt’altro che accantonato l’idea di quotare la società green, che nel primo semestre 2026 ha raggiunto 6 Gigawatt installati di rinnovabili, circa 11 milioni di clienti e una rete di oltre 23mila punti di ricarica per i veicoli elettrici, con un ebitda atteso a 1,3 miliardi alla fine dell’anno.
Le ultime dichiarazioni pubbliche di Descalzi sull’operazione listino risalgono a più di un anno fa, ma il fatto che non se ne parli non indica un ripensamento della strategia varata nel 2022.
Nel frattempo, la società ha visto entrare due azionisti di minoranza – Energy Infrastructure Partners (10%) e Ares (20%) – si è vista riconoscere un enterprise value di oltre 13 miliardi di euro e un equity value di 10,75 miliardi.
In una girandola di acquisizioni, che hanno interessato buona parte dell’Europa, Plenitude si è assicurata anche Acea Energia, la controllata retail di Acea.






