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Roma, 13 agosto 2026 – «I numeri sul burnout dei professionisti sanitari fotografano una situazione che non può più essere derubricata a disagio individuale. Siamo davanti a una vera emergenza del Servizio sanitario nazionale, che rischia di compromettere non soltanto la salute di medici e operatori sanitari, ma anche la qualità e la sicurezza delle cure». Lo dichiara Gianluca Giuliano, segretario nazionale UGL Salute, commentando i dati riportati da un recente approfondimento di Alley Oop – Il Sole 24 Ore sul burnout e sul divario di genere nella sanità.
«Secondo i dati citati – prosegue Giuliano – un professionista sanitario su tre in Europa presenta sintomi di depressione o ansia e uno su dieci ha avuto pensieri suicidari. In Italia, inoltre, il 52% dei medici dichiara di essere in burnout. Sono numeri che impongono una risposta immediata e strutturale».
«Non possiamo pensare di affrontare questa emergenza invitando semplicemente i lavoratori a essere più resilienti. Il burnout è strettamente legato alle condizioni di lavoro: organici insufficienti, turni prolungati, carichi eccessivi, aggressioni, pressione burocratica e difficoltà nella conciliazione tra vita professionale e privata. In Italia, secondo i dati riportati, mancano circa 30mila medici e 60mila infermieri per molti professionisti l'orario di lavoro supera le 60 ore settimanali».








