TRENTO. Sono 437 i detenuti presenti nel carcere di Spini di Gardolo, un numero mai raggiunto prima e superiore anche alla capienza di 420 posti fissata dallo Stato. Sovraffollamento, scarsità di opportunità lavorative, carenza di personale e difficoltà nel garantire percorsi di reinserimento sono le principali criticità denunciate dai consiglieri provinciali di minoranza dopo una visita ispettiva nella casa circondariale.
La delegazione era composta da Michela Calzà, Paola Demagri, Francesca Parolari e Paolo Zanella. I quattro consiglieri ricordano che gli accordi originari stipulati al momento del passaggio della struttura dalla Provincia allo Stato prevedevano un limite di 240 detenuti, successivamente portato a 420. Oggi le presenze sono 437: 389 uomini e 48 donne, di cui 239 stranieri. Sono 329 le persone con pena definitiva, 121 i detenuti protetti, 13 i semiliberi e 15 quelli ammessi al lavoro esterno. A questi si aggiungono i dieci ospiti della Rems.
Il sovraffollamento si traduce, denunciano i consiglieri, nella presenza costante di tre persone per cella. In alcuni spazi sarebbero stati rimossi anche i banconi metallici per riuscire a sistemare i letti. Una situazione che, secondo la minoranza, rende ancora più difficile garantire la funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione.







