TRENTO. Si è aperta con il ricordo di Abral Jarrar, la 21enne morta suicida nella casa circondariale di Spini di Gardolo, di cui sono state lette due poesie, la conferenza stampa organizzata presso il Laboratorio di Apas in occasione della Giornata nazionale di sensibilizzazione sulle carceri promossa dall'Alleanza per l'Articolo 27.

In questo momento nel carcere di Trento ci sono 425 detenuti, di cui 46 donne e 379 uomini (di cui 123 protetti). Mentre nel resto delle carceri italiane le persone con background migratorio rappresentano circa un 30%, nel carcere di Trento superano il 50%: delle 46 donne 19 sono straniere, mentre dei 379 uomini 209 sono stranieri. Complessivamente, inoltre, 327 detenuti sono definitivi, mentre 98 sono ancora imputati.

Hanno partecipato alla visita alla casa circondariale Chiara Turrini, Fabio Vettori, Violetta Plotegher (Atas), Giovanni Maria Pavarin (garante per i diritti delle persone detenute), Maria Coviello (Apas), Marco Crespi (Aquila Basket) e Lucia Fronza Crepaz (presidente della conferenza regionale volontariato giustizia). Il carcere di Trento soffre di "poco lavoro e poche occasioni di reinserimento", ha osservato Pavarin parlando con i giornalisti.