Sono 436 i detenuti nel carcere di Bari a fronte di una capienza massima di 293 persone. Gli stranieri sono 58 e il sovraffollamento del Rucci sfiora il 150% con soli cinque operatori. Non si tratta soltanto di organizzazione ma di un problema che si ripercuote anche sulla rieducazione e sul reinserimento con il rischio che i detenuti diventino facile preda della criminalità organizzata.
È una situazione allarmante quella che si è ritrovata davanti oggi una delegazione di osservatori per l’Alleanza dell’Articolo 27, che ha visitato il penitenziario barese, nell’ambito di un’iniziativa nazionale che ha visto aprirsi le porte di 34 istituti penitenziari in tutta Italia. L’alleanza, nata lo scorso febbraio a Roma grazie all’unione di varie associazioni che operano sul territorio, si pone l’obiettivo di evidenziare le criticità delle carceri, favorendo depenalizzazione, decarcerizzazione e sviluppo di misure concrete.
“Abbiamo riscontrato grave sovraffollamento e scarsa vivibilità – ha commentato l’assessore alla Legalità Nicola Grasso durante la conferenza stampa subito dopo la visita nell’ex tesoreria a Palazzo di Città – ci siamo trovati di fronte a bugigattoli di 10 metri quadrati, con letti a castello e con una temperatura elevata. Bisogna impegnarsi affinché l’opinione pubblica ponga attenzione su queste persone che, nonostante gli errori, non possono essere private di dignità e umanità”.







