Valter Lavitola ha confessato di essere stato il mandante dell’attentato contro Sigfrido Ranucci. Spiega di averlo fatto per il suo bene, perché minacciato da gente pericolosa e bisognoso di maggior protezione. Chi gli è vicino, afferma che Ranucci non crede a una parola dell’amico: la spiegazione non regge e dietro deve necessariamente esserci qualcun altro. Nel frattempo, il giornalista ribadisce l’intenzione di restare a capo della redazione di Report.
Sigfrido Ranucci sotto shock
I dubbi sulla confessione di Valter Lavitola
Il futuro del giornalista a Report
Sigfrido Ranucci sotto shockChi ha avuto la possibilità di sentirlo nelle scorse ore, riporta Repubblica, descrive Sigfrido Ranucci come “sbalordito”.“Non ci credo, – continuerebbe a ripetere – non credo al movente svelato da Lavitola durante l’interrogatorio a Rebibbia”.ANSALavitola afferma di averlo fatto per il bene dell’amico, minacciato da altri, ben più pericolosi: un modo per far aumentare la sicurezza attorno a lui.L’avvocato di Ranucci, Roberto De Vita, sottolinea però che il suo assistito ha già “la scorta ininterrotta dal 2021”.Per il legale, se il movente dell’attentato fosse davvero quello dichiarato dall’indagato, si tratterebbe per entrambi i protagonisti di “un delirante teatro della follia”.














