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Ilaria Sacchettoni e Giulio De Santis

L'avvocato difensore di Lavitola aggiunge un «no comment» sull'eventuale consapevolezza del conduttore di Report

«Sono stato io ad organizzare l’attentato. L’ho fatto per il bene di Ranucci. Correva dei pericoli. Di cui lui non era a conoscenza. La scorta in questo modo è stata rafforzata». È il cuore delle dichiarazioni rese da Valter Lavitola - difeso dall’avvocato Sergio Cola - nelle cinque ore di interrogatorio di garanzia davanti al gip.

In carcere a RebibbiaValter Lavitola è detenuto nel carcere di Rebibbia da due giorni e contrariamente a quanto avvenuto ai primi di luglio quando aveva preferito avvalersi della facoltà di non rispondere oggi ha scelto di ammettere i fatti che gli sono stati contestati dal pm Edoardo De Santis. Il nome di Lavitola era emerso da intercettazioni telefoniche predisposte dopo che le indagini del collega di De Santis, il magistrato Carlo Villani, avevano portato a indagare i quattro pregiudicati avellinesi per strage aggravata dal metodo mafioso.