Valter Lavitola ha «confermato l'ipotesi accusatoria della Procura di Roma e ha ammesso di essere stato il mandante dell'attentato» dinamitardo ordito ai danni del giornalista e conduttore Sigfrido Ranucci, lo scorso 16 ottobre di fronte alla sua abitazione a Campo Ascolano, nel comune di Pomezia in provincia di Roma.
Lo ha comunicato l'avvocato difensore di Lavitola, Sergio Cola, al termine dell'interrogatorio di garanzia all'ex giornalista e imprenditore nel carcere di Rebibbia, durato oltre cinque ore.










