Valter Lavitola ha ammesso durante un interrogatorio di essere il mandante dell’attentato compiuto nell’ottobre del 2025 contro il giornalista Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione di Rai 3 Report. La confessione è stata annunciata dal suo avvocato Sergio Cola, che ha detto che Lavitola avrebbe organizzato l’attentato in modo tale da far assegnare a Ranucci una scorta più consistente e quindi proteggerlo da eventuali vere aggressioni. Lavitola era stato arrestato il 10 agosto, e mercoledì è stato interrogato per oltre cinque ore dal giudice per le indagini preliminari (gip) nel carcere di Rebibbia.

L’avvocato di Lavitola ha anche detto di aver presentato un’istanza per chiedere, per il suo assistito, «una misura cautelare meno afflittiva come gli arresti domiciliari».

Nell’attentato venne fatta esplodere una bomba rudimentale fuori da casa di Ranucci a Campo Ascolano, una frazione del comune di Pomezia, vicino a Roma. Vennero distrutte due auto di Ranucci ma non ci furono feriti. A fine giugno erano state arrestate quattro persone con l’accusa di aver compiuto materialmente l’attentato, alcuni giorni più tardi Lavitola era stato indagato con l’accusa di esserne il mandante: un fatto sorprendente per diverse ragioni, a partire dal fatto che Ranucci e Lavitola sono molto amici.