Dice alla Stampa, Ernesto Ruffini, di avere ancora la voglia di "provare a unire e dialogare", ma solo «con chi ci starà». A fine settembre uscirà il suo nuovo libro. Poi, il 10 ottobre, "lanceremo il nostro progetto politico, riunendo tutti i comitati di "Più uno". Serve un nuovo Ulivo". Quindi, alla vigilia di Ferragosto qualcuno nel centrosinistra rompe gli indugi, il più inatteso.
"Non è possibile che nessuno muova un muscolo. Sono passati 4 anni di governo Meloni e ora vedo che i leader del centrosinistra rimandano a settembre il momento della sintesi: questo mi sorprende e mi dispiace -dice Ruffini- Chi è stato all'opposizione doveva spendere meglio il suo tempo, piuttosto che criticare solo la destra o chiedere a Meloni di riferire in Aula".
Ruffini sembra pensare alla feconda stagione dell'Ulivo. Ma sono passati trent'anni. E l'ex capo dell'Agenzia delle Entrate che vuole sfuggire da collocazioni (troppo al centro no) critica Pd e Movimento 5 stelle: "Sono tutti concentrati nell'affermazione della leadership personale".
"Oggi non so ancora per cosa andrei a votare, per quale idea di Paese, Limitarsi a voler sconfiggere la destra è un obiettivo poco ambizioso e poco coraggioso. Tutti i partiti oggi in campo hanno già avuto la possibilità di conquistare la fiducia dei cittadini, e ci troviamo dove ci troviamo. Tutto quello che attualmente esiste nel centrosinistra, nel 2022, non è stato in grado di vincere le elezioni".












