Se i gazebo si faranno comunque (“troveremo delle regole chiare”, ha detto) Avs presenterà un proprio candidato: "Vi assicuro che sarà fortemente competitivo”. Agli alleati Bonelli ha rivolto un avvertimento: "Mettetevi d'accordo su quello che volete fare. L'inversione di priorità non ha fatto bene alla coalizione”. E sui contenuti ha proposto un "contributo di solidarietà" chiesto esclusivamente ai super miliardari, destinato a trasporto pubblico e sanità, e sulla politica estera ha avvertito che il sostegno militare all'Ucraina resta un terreno capace di "far saltare il tavolo", pur definendo l'invasione russa "criminale" e "un'illusione" l'idea di una vittoria militare di una delle due parti.Anche gli altri attori del campo largo prendono parte al tam-tam mediatico sul destino della coalizione. Il presidente dell'Emilia-Romagna Michele De Pascale, al Quotidiano Nazionale, ha chiesto che il centrosinistra arrivi entro l'autunno a un nucleo programmatico condiviso e a un meccanismo chiaro per scegliere il candidato premier: “Che siano primarie o qualcos’altro", indicando in Elly Schlein e Giuseppe Conte, alla guida dei due maggiori partiti della coalizione, il dovere di costruire quella intesa. "Primarie? Sì, ma nel caso farle il prima possibile", dice, applicando la stessa formula a ogni opzione sul tavolo: qualunque strada, purché si scelga in fretta.Fuori dai partiti tradizionali, un’altra voce. Ernesto Ruffini, ex numero uno dell'Agenzia delle Entrate e oggi alla guida dei comitati civici "Più uno", ha annunciato a La Stampa che il 10 ottobre lancerà un proprio progetto politico, "un nuovo Ulivo", senza più aspettare le mosse della coalizione: "Non è possibile che nessuno muova un muscolo. Sono passati quattro anni di governo Meloni e i leader del centrosinistra rimandano a settembre il momento della sintesi: questo mi sorprende e mi dispiace”. Poi un giudizio sul dibattito riguardante le primarie: "Sono tutti concentrati nell'affermazione della leadership personale”. Ha ammesso di non sapere ancora "per quale idea di Paese" andrebbe a votare, perché puntare solo a sconfiggere la destra è "un obiettivo poco ambizioso e poco coraggioso". Tre modi diversi di guardare allo stesso problema, che raccontano un campo largo ancora distante da una linea comune.