Angelo Bonelli lo ripete più volte, è una sorta di mantra estivo: “Prima viene il programma, poi tutto il resto”. Le primarie? “E’ stato assolutamente sbagliato proporle già dopo il referendum sulla Giustizia. Siamo convinti che si possa trovare una sintesi politica”. Il leader di Avs manda messaggi al campo largo, ai duellanti Schlein e Conte. Lavora, da tempo, per accorciare le distanze. “E per ristabilire la priorità: non la leadership ma battere Meloni, dire quello che vogliamo fare per l’Italia”. E però la sintesi è ancora lontana, mentre i gazebo – senza federatori o inattesi passi di lato – sono sempre più probabili. “In quel caso ci sarà una nostra proposta e assicuro che sarebbe competitiva”. Tanto da vincere le primarie? “Perché no?”.Bonelli lo dice da giorni, è “irritato” per certi atteggiamenti degli alleati, fin troppo riottosi. “La stragrande maggioranza degli italiani non comprende questo dibattito sulla leadership. E nemmeno io. Sa cosa mi chiedono quando prendo l’autobus?”. Ce lo dica. “Mettetevi d’accordo su quello che volete fare”, scandisce il leader di Alleanza verdi-sinistra, insieme a Nicola Fratoianni “con cui sono sempre in grande sintonia”. Per Avs dunque al centro ci sono i temi. “L’inversione di priorità non ha fatto bene alla coalizione. Ma ora sforziamoci di trovare proposte forti e concrete sulle grandi questioni”. Da dove si comincia? “Per esempio da un fisco più equo, di fronte a una crescente povertà che Giorgia Meloni prova a nascondere con la propaganda e con il controllo della tv pubblica. Ma la crisi economica e sociale è sotto gli occhi di tutti”, risponde Bonelli, ricordando “le gravi carenze del nostro trasporto pubblico e quelle del sistema sanitario su cui bisognerà intervenire”. Con quali risorse? La patrimoniale? Non piace a tutti. “Conte e Renzi non sono d’accordo, bene. Chiamiamolo ‘contributo di solidarietà’, da chiedere esclusivamente ai super miliardari. Così potremmo superare anche le obiezioni della Consulta”. Non solo, prosegue Bonelli: “Siamo di fronte a una destra che nega il cambiamento climatico, mentre i nostri fiumi sono in secca, con danni per miliardi di euro all’agricoltura. Anche per questo occorre una grande alleanza progressista, pacifista ed ecologista”.Il nodo più grande resta quello della politica estera e non sarà facile da sciogliere, tanto più se dovesse diventare (come ha detto Conte) un tema su cui competere alle primarie. “Ieri il leader del M5s ha fatto una precisazione importante, ovvero che chiunque dovesse guidare la coalizione dovrà attenersi al programma. Non ci sarà un capo”, assicura Bonelli. “Detto questo, per Avs il primo punto è la ricostruzione del diritto internazionale che è stato distrutto da Putin, Netanyahu e Trump. Ma anche dai silenzi complici di Meloni o di Tajani. Sul no al riarmo dei singoli stati, all’aumento delle spese militari fino al 5 per cento siamo tutti d’accordo, anche il Pd. Quanto al medio oriente, abbiamo già lavorato insieme in Parlamento”. L’Ucraina però, o meglio il supporto militare a Kyiv, continua a dividere la sinistra. E’ una scelta dirimente, può far saltare il tavolo. “Abbiamo sempre detto che quella di Putin è un’invasione criminale. Ma dopo quattro anni l’Europa deve prendere una forte iniziativa diplomatica. Con questa premessa, troveremo una soluzione con gli alleati. Pensare che ci possa essere una vittoria militare, di una parte o dell’altra, francamente è un’illusione. Lo dice anche la Cia”.E però se non fosse per gli aiuti militari, probabilmente Putin avrebbe già avuto la meglio. “Alimentare l’escalation non è una soluzione, dopo milioni di morti. Siamo a favore delle sanzioni, dell’uso dei beni russi per l’Ucraina e per un sostegno finanziario e umanitario a Kyiv”, ribatte Bonelli. Prima di andare all’attacco: “E’ inaccettabile l’accusa di essere putiniani che ci viene mossa da personaggi come Calenda. Da ministro, con la Crimea già invasa, andò a San Pietroburgo a spiegare che bisogna avere rapporti con la Russia. Si può cambiare idea, è legittimo, ma non ci venga a dare lezioni, proprio lui che nel tempo ha cambiato mille posizioni”. Il leader di Azione sostiene anche che alla fine dalle urne uscirà un pareggio. “E’ un’affermazione che sta dentro una logica semplice: Calenda è la vera stampella di Meloni, vuole far deflagrare il campo largo. Avs-Pd-M5s da soli arrivano quasi al 42 per cento”, fa di conto Bonelli. Tuttavia manca ancora qualcosa: i centristi che ogni giorno si moltiplicano, da Matteo Renzi ad Alessandro Onorato e oltre. Secondo Goffredo Bettini, lo ha detto al Foglio, Silvia Salis dovrebbe dare un impulso a un’altra forza politica in grado di allargare ancora il consenso del centrosinistra. Che ne pensa Bonelli? “Io sono impegnato a rafforzare il ruolo di Avs per affrontare le questioni della giustizia sociale e del cambiamento climatico. Non mi occupo di organizzare il campo degli altri. Dopodiché se Salis vorrà affrontare questa avventura, ben venga il suo contributo, così come quello di tutti gli altri al centro. E’ essenziale però che tutto sia ricondotto nell’ambito di un programma comune, che nessuno potrà pensare di cambiare qualora dovesse vincere le primarie”. Si torna di nuovo ai gazebo e Bonelli, prima di salutare, vuole ribadirlo ancora una volta: “Non sono la soluzione adatta. Avs lavorerà per una soluzione comune”. Se non succede? “Troveremo delle regole chiare e non c’è dubbio che in quel caso proporremo un nostro candidato”. Il leader verde non vuole fare nomi. “Ma vi assicuro che sarà fortemente competitivo”.
Bonelli: “Alle primarie ci sarà un nostro candidato. Saremo competitivi. Possiamo vincerle”
“Salis e Renzi? All’interno di una cornice chiara, ben venga anche il loro contributo”, dice il leader di Avs che ribadisce: "Prima viene il programma, sarebbe meglio evitare i gazebo"











