Non vuole essere confuso con quelli - sempre di più - che puntano a fare il centro del centrosinistra. «Un partito di centro con una funzione servile al Pd non ha senso», dice Ernesto Ruffini. Ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, da un anno ha lasciato il suo lavoro per dedicarsi a creare dei comitati di cittadini, stile Ulivo, in giro per il Paese. Ora sono più di 300, in 76 province e sono presenti in tutte le regioni. Sabato riunisce i responsabili organizzativi. Si era parlato di lui come possibile federatore del centrosinistra. La cosa certa è che Romano Prodi lo sente spesso e lo stima.
A cosa punta? Fare un partito, candidarsi in eventuali primarie di coalizione, unirsi a Matteo Renzi e ai sindaci per fare un partito di centro nel centrosinistra?
«Non si può partire dalla fine. Il progetto per ora è di stimolare la partecipazione delle persone, senza chiedere permesso a nessuno, rifacendoci a quella che è stata la stagione dell’Ulivo. Allora i partiti capirono di non bastare più e partì un processo di allargamento, per coinvolgere cittadini che i partiti allora esistenti non riuscivano più a intercettare. E parliamo di una stagione in cui l’astensione non era ai livelli attuali».








