Foto di repertorio
I carabinieri del Noe scoprono l’impianto abusivo di recupero rottami: denunciato il titolare, un 39enne, per gestione illecita di rifiuti.
Per lo Stato quell'azienda non lavora più da tempo: sulla carta risulta inattiva, chiusa, quasi dimenticata tra le pratiche di un ufficio. Dietro il cancello di un capannone di circa 800 metri quadri, a Scampia, quartiere del quadrante Nord di Napoli i carabinieri trovano invece tutt'altro: 115 metri cubi di rifiuti speciali ammassati, tra rottami ferrosi e apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso. A scoprire l'attività sono i militari del Nucleo operativo ecologico (Noe) dei Carabinieri, insieme ai colleghi della Compagnia Napoli-Stella, nell'ambito di un servizio mirato alla repressione dei reati ambientali nel quartiere.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, a gestire di fatto l'impianto sarebbe un imprenditore di 39 anni, che avrebbe continuato a far funzionare la struttura come centro di recupero di rottami ferrosi senza alcun titolo autorizzativo di carattere ambientale, nonostante la società risultasse formalmente ferma. All'interno del capannone i militari accertano lo stoccaggio di rottami ferrosi e rifiuti elettrici ed elettronici, per un totale di 115 metri cubi, custoditi senza le autorizzazioni previste dalla legge. Scattano così il sequestro preventivo dell'intera area, circa 800 metri quadri, e dei rifiuti in essa contenuti: il capannone viene affidato a un custode giudiziale, che ne risponderà fino alla conclusione degli accertamenti. Per il 39enne scatta la denuncia: dovrà rispondere di gestione illecita di rifiuti e di scarico non autorizzato di rifiuti industriali.










