Un capannone di quattromila metri quadri a Pastorano, un'area di settemila metri quadri a Vitulazio trasformata in discarica abusiva, due depositi incontrollati di rifiuti speciali a Sparanise per un volume complessivo di 460 metri cubi. E ancora: sei lavoratori in nero, quattro persone denunciate, oltre trentamila euro di sanzioni. È il primo bilancio delle operazioni interforze avviate dalla Prefettura di Caserta nell'Agro caleno e nel Medio Volturno, un territorio che per troppo tempo è rimasto ai margini dei grandi piani di controllo ambientale, schiacciato tra l'attenzione mediatica concentrata sulla Terra dei Fuochi e una realtà di smaltimento illecito che non si è mai fermata.
A rimettere al centro questa zona è stata la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo del 30 gennaio 2025, che ha esplicitamente indicato l'esigenza di tutelare la salute pubblica nelle cosiddette aree buffer, i territori immediatamente contigui al perimetro della Terra dei Fuochi, storicamente utilizzati come valvola di sfogo per chi voleva aggirare i controlli già attivi più a sud. Un riconoscimento che la Prefettura di Caserta ha tradotto in un piano operativo concreto, condiviso in sede di riunione di coordinamento delle forze di polizia già a dicembre 2025.






