Motori parzialmente smontati, batterie esauste, fusti di olio motore usati e persino veicoli in totale stato di abbandono. Il tutto stoccato direttamente sul terreno nudo, senza alcuna protezione o isolamento per il suolo e le falde acquifere. È lo scenario che si sono trovati davanti i carabinieri della Tenenza di Favara durante un controllo mirato al contrasto dei reati ambientali e alla verifica del rispetto delle normative di settore.

L'operazione si è conclusa con il deferimento in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Agrigento del titolare di un'officina meccanica locale, ritenuto responsabile del reato di gestione illecita di rifiuti speciali, anche pericolosi. Oltre alla denuncia penale, all'uomo sono state contestate pesanti sanzioni amministrative pecuniarie per aver omesso le procedure di tracciabilità dei rifiuti prodotti dall'attività artigianale.

L'intervento dei militari dell'Arma è scattato dopo aver notato un insolito accumulo di componenti meccaniche nelle aree adiacenti all'officina. Il controllo approfondito ha fatto emergere le criticità maggiori in uno spiazzo esterno di oltre 100 metri quadrati nella piena disponibilità dell'artigiano.

In questo perimetro i carabinieri hanno catalogato e posto sotto sequestro: 9 motori parzialmente sezionati e diverse scatole del cambio; 4 autovetture e un miniquad in evidente stato di abbandono; batterie esauste e fusti colmi di olio motore esausto; rottami vari, profili metallici, estintori e pezzi di ricambio fuori uso. L'intera area, insieme ai veicoli e ai materiali inquinanti, è stata sigillata e sottratta alla disponibilità del titolare.