All’interno di un capannone si nascondeva un’officina abusiva. A scoprirla sono stati gli agenti della polizia giudiziaria della sezione polizia stradale, nell’ambito dei periodici servizi di controllo finalizzati alla verifica dei requisiti per effettuare l’attività di meccatronica/gommista e rivendita auto. L’attenzione degli investigatori era già puntata da tempo su quell’attività, sul cui titolare gravavano sospetti che svolgesse abusivamente l’attività di officina specializzata in motociclette.
Il primo controllo è scattato il 4 giugno, quando gli investigatori specializzati in controlli di esercizi pubblici si sono presentati al portone dell’officina e hanno svolto verifiche approfondite. Sotto la lente sono finite in particolare le licenze, i registri prescritti dalla normativa di pubblica sicurezza e la documentazione riguardante lo smaltimento dei rifiuti. Dai controlli successivi è emersa la mancanza dell’autorizzazione (Scia) per svolgere l’attività di meccatronica e gommista: i poliziotti quindi hanno proceduto all’immediata chiusura dell’attività e al sequestro di tutti i macchinari impiegati nell’officina abusiva. Sono state accertate, inoltre, diverse anomalie sulla gestione dei rifiuti ed inottemperanze alle normative ambientali, soprattutto in considerazione dell’enorme mole di pneumatici accatastati alla lungo il muro di confine dello stabile. Sono in corso ulteriori accertamenti sia per quanto riguarda l’aspetto fiscale dell’attività, sia sui veicoli presenti all’interno dell’officina al fine di individuarne tutti i proprietari.














