Cento metri quadrati di capannone, in pieno capoluogo casertano, trasformati in un'officina meccanica e meccatronica che di regolare non aveva nulla. Nessuna autorizzazione, nessuna iscrizione al Registro delle imprese artigiane, ma banchi da lavoro, attrezzature per la riparazione di veicoli e, a fare da contorno, pezzi di ricambio che gli agenti della Polizia Provinciale di Caserta ritengono di provenienza illecita. Il locale è finito sotto sequestro, il titolare denunciato a piede libero.
È il bilancio del blitz condotto dal Comando della Polizia Provinciale, guidato da Biagio Chiariello. Gli agenti, entrando nel capannone, si sono trovati davanti a un'attività che univa due funzioni: officina di autoriparazione da un lato, deposito e centro di smaltimento irregolare di rifiuti speciali dall'altro.
Le verifiche hanno accertato che l'attività veniva esercitata in totale assenza delle autorizzazioni previste. Le attrezzature per l'autoriparazione sono state sequestrate ai fini della confisca, mentre tra i componenti rinvenuti nel locale diversi sono stati considerati dagli agenti di provenienza illecita.
Il titolare, già noto alla Polizia Provinciale per precedenti controlli, è stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. A suo carico sono state contestate violazioni in materia ambientale, per la gestione abusiva dell'attività e per la presunta ricettazione dei materiali trovati nel locale. Sul fronte amministrativo sono scattate anche sanzioni per oltre 10mila euro, legate all'esercizio abusivo dell'attività di autoriparazione senza l'iscrizione al Registro delle imprese artigiane.







