Di: pon L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) non fa uso di tutti gli strumenti a disposizione per la sorveglianza del mercato dei farmaci e anche per questo solo una parte degli sconti che i produttori concedono a fornitori di prestazione come medici e ospedali viene ripercossa a vantaggio di assicuratori e assicurati, come la legge prescrive invece sin dal 1994. A dirlo è un audit condotto dal Controllo federale delle finanze. Questo per vari motivi, compresa la dotazione di personale, ridotta per misure di risparmio dagli 11 posti a tempo pieno approvati dal Consiglio federale nel 2019 fino a 7,5. In tempi pandemici, inoltre, questi erano stati dirottati sulla gestione della crisi. Ci sono però anche lacune normative: l’UFSP ritiene di non avere in alcuni casi la base legale per raccolta di dati generalizzata e una vigilanza efficace, parere che il Controllo delle finanze (CDF) non condivide, per quanto le disposizioni siano “ampie e complesse” e malgrado siano due distinte, con finalità diverse, le leggi sulle quali si basa l’attività in questo ambito.L'Ufficio federale della sanitàkeystoneUna spesa di miliardiNon si tratta di questioni di poco conto: con 9,9 miliardi di franchi, nel 2024 i prezzi dei medicamenti hanno rappresentato quasi un quarto dei costi dell’assicurazione malattia di base e il CDF stima che l’industria farmaceutica abbia concesso vantaggi pecuniari per complessivi 743 milioni, equivalenti all’8% del fatturato. Solo in minoranza si tratta di classici sconti, ad essi si aggiungono altre forme di contributi, che sfuggono all’obbligo di ripercussione o sono oggetto di interpretazioni controverse. Fatto sta, che dei 743 milioni del 2024, solo 88, il 12%, sono tornati ad assicuratori e assicurati. Gli altri 655 sono rimasti a farmacie, studi medici e ospedali. Attenzione anche ai grossisti e dati da aggiornareSe a questo aspetto si aggiunge il fatto che mancano le cifre concernenti i grossisti, garantire l’obbligo di trasparenza previsto dalla legge diventa ancora più difficile. Una maggiore attenzione a quest’ultima categoria, oltre che alla raccolta di dati aggiornati su cui lavorare perché quelli attuali sono obsoleti, figurano fra le sei raccomandazioni formulate.Il CDF formula una serie di raccomandazionikeystoneTuttavia, conclude il Controllo delle finanze, è vero anche che a cinque anni da quando ha ricevuto la competenza di farlo, l’Ufficio federale della sanità pubblica non ha ancora sviluppato una vigilanza efficace e basata sui rischi effettivi, pur disponendo di ampie competenze di inchiesta, dal 2025 di una piattaforma di whistleblowing per le segnalazioni di irregolarità e degli strumenti di sanzione, anche penale, nei confronti di chi non ripercuote gli sconti ottenuti o riceve vantaggi pecuniari illeciti. Di questa ultima competenza non ha mai fatto uso.Sono critiche che l’UFSP incassa, ma solo in parte, riconoscendo che “la realizzazione dei compiti previsti ha accumulato del ritardo”. Cionondimeno, ritiene di aver costantemente intensificato la propria attività dopo la pandemia. Una procedura amministrativa è in corso e riguarda Sandoz, che fino al 2023 ha versato a medici del denaro in cambio di pubblicità nelle sale di attesa (SRF aveva portato alla luce il caso di uno studio che incassava 67’000 franchi l’anno).Meglio niente sconti ma prezzi più bassiUna maggiore efficacia si otterrebbe altrimenti con un cambiamento di paradigma, per esempio con un divieto generalizzato degli sconti, a vantaggio di una riduzione generalizzata dei prezzi dei medicamenti. Si tratta di una variante, si precisa, non esaminata nel quadro della verifica, ma di cui bisogna tenere conto nelle riflessioni politiche.
Sconti sui farmaci, la vigilanza è poco efficace - RSI
Audit del Controllo delle finanze: l'UFSP non vigila efficacemente sugli sconti farmaceutici. Nel 2024 solo 88 mln su 743 sono tornati agli assicurati.







