Robert Giovanni Nisticò, presidente Agenzia Italiana del Farmaco
Il consuntivo della spesa farmaceutica per il 2024 offre uno spaccato significativo della nostra sfida quotidiana tra accesso alle cure e sostenibilità finanziaria. I dati finali, approvati dal consiglio di amministrazione dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), lo scorso 29 luglio, mostrano uno sforamento della spesa per gli acquisti diretti da parte delle Regioni - soprattutto ospedalieri - pari a circa 4,16 miliardi di euro, ossia l’11,32 per cento del Fondo Sanitario Nazionale (Fsn) contro un tetto dell’8,3 per cento. Questo superamento - in parte dovuto al passaggio di alcuni farmaci dal fondo per gli innovativi alla modalità di acquisto diretto - riflette l’impatto crescente dell’innovazione farmaceutica e dell’invecchiamento della popolazione sulle risorse sanitarie. Tuttavia, le differenze regionali sono marcate: la Sardegna raggiunge il 13,48 per cento del proprio fondo sanitario regionale, seguita da Campania e Friuli Venezia Giulia, mentre Lombardia, Trento e Valle d’Aosta restano sotto il 10.
Farmaci innovativi
Un altro dato rilevante riguarda i farmaci innovativi: la spesa netta si è attestata a 775 milioni, interamente coperta dal fondo ad hoc, che ammonta a 1,3 miliardi, generando un avanzo superiore ai 500 milioni. Risorse che, grazie a una specifica delibera del 12 luglio 2025, potranno essere riallocate nel 2025 per mitigare parte dell’impatto dello sforamento degli acquisti diretti. Questi dati ci dicono che nel 2024 si è confermata la crescente pressione sui bilanci sanitari dovuta all’innovazione farmaceutica e, quindi, la necessità di risposte politiche sempre più raffinate, capaci di ripensare le politiche di prezzo, dei percorsi terapeutici e della negoziazione.








