Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 14:52

La spesa farmaceutica corre come non mai, potrebbe assorbire quel poco di aumento nominale del Fondo sanitario nazionale previsto dalle ultime leggi di bilancio e il ministro Orazio Schillaci ha deciso di prendere in mano la partita. I vertici dell’Aifa, l’Agenzia del farmaco, hanno 14 giorni – anzi ormai sono otto, perché la lettera è del 4 febbraio – per fornire “chiarimenti urgenti” e indicare adeguate “misure correttive”, si legge nell’oggetto della missiva. Toni severi, da ultimatum, che prefigurano un possibile ricambio della governance se non un clamoroso commissariamento.

“La crescente attenzione mediatica sull’andamento della spesa farmaceutica impone una riflessione approfondita sulle dinamiche gestionali e sulle metodologie di monitoraggio adottate da codesta Agenzia”, scrive Schillaci al presidente dell’Aifa Robert Nisticò e al direttore scientifico Pierluigi Russo. Il ministro osserva che “l’invecchiamento demografico e l’immissione in commercio di farmaci innovativi ad alto costo rappresentano variabili note e, in larga misura, prevedibili”, sottolinea che i dati sulla spesa “evidenziano criticità significative”, avverte che “la divergenza interpretativa tra Aifa e Regioni in merito alla sostenibilità della spesa farmaceutica costituisce un elemento di particolare gravità” e ricorda che “le polemiche interne all’Agenzia, peraltro ampiamente riportate dalla stampa, hanno – scrive – ulteriormente compromesso la credibilità complessiva del sistema di governance farmaceuticа nazionale”. Quest’ultimo è un riferimento al battibecco pubblico tra Pierluigi Russo e il direttore amministrativo Giovanni Pavesi, lo scorso novembre, durante la presentazione dell’ultimo rapporto Osmed sui farmaci in Italia.