TREVISO - Una task force per ridurre le spese. A partire da quelle per i farmaci, che l'anno scorso hanno superato il tetto massimo. Ma non solo. Si monitoreranno anche le uscite legate a medici di famiglia, privato accreditato, energia, riscaldamento e così via. Ovviamente garantendo sempre tutti i servizi. È questo il compito, non semplice, della nuova cabina di regia istituita dall'Usl della Marca. «Nel 2025 - si specifica - sono emerse criticità gestionali in specifici aggregati di costo, che hanno richiesto interventi strutturati, analisi approfondite e azioni di contenimento». Ora nella task force sono stati integrati 13 gruppi di lavoro. «Per coinvolgere i vari attori, compresi medici di famiglia e accreditati, nelle operazioni di monitoraggio e contenimento della spesa - spiega il direttore generale Giancarlo Bizzarri - solo attraverso un monitoraggio costante e una responsabilità condivisa a tutti i livelli potremo coniugare la sostenibilità economica con l'eccellenza delle cure».

Medicinali Per quanto riguarda il costo dei farmaci l'anno scorso si è arrivati a quasi 190 milioni di euro. Cioè poco meno di 5,3 milioni in più rispetto alla soglia prevista. Nell'ambito oncologico l'incremento è stato di 2,1 milioni (+5,8%) rispetto all'anno precedente. «In coerenza con l'aumento dei pazienti trattati (+4,2%) - specificano dall'azienda sanitaria - a conferma di una crescita proporzionale legata all'ampliamento della popolazione assistita». Discorso simile per il settore onco-ematologico. Qui la spesa per i farmaci è salita di 2,7 milioni: «Si evidenzia un incremento significativo sia dei pazienti (+11,2%) sia della spesa (+13,2%), riconducibile prevalentemente alla maggiore numerosità dei trattati». Sulla stessa linea l'incremento relativo alle malattie rare (2,5 milioni in più; +7,42%, a fronte di un aumento dei pazienti dell'8%). Infine, c'è stata anche una impennata sul fronte Hiv: «Si registra un incremento della spesa dell'8%, pari a 462.990 euro, rispetto l'anno precedente, a fronte di un aumento più contenuto dei pazienti (+1,74%)».Farmacie Di pari passo anche la spesa per la farmaceutica convenzionata l'anno scorso ha superato il tetto di quasi 5 milioni, fino a un totale di 99,3 milioni di euro. A incidere è stato in particolare l'aumento dei pazienti, in questo caso soprattutto quelli con patologie croniche, legato all'invecchiamento della popolazione. Ma non solo. «Nel corso del 2025 si sono verificate diverse situazioni di indisponibilità temporanea di alcuni medicinali distribuiti tramite il canale della distribuzione per conto. Oltre all'incapacità delle ditte aggiudicatarie di evadere gli ordini interessando farmaci anche di largo consumo - si specifica nel bilancio dell'Usl relativo all'anno scorso - al fine di garantire la continuità terapeutica ai pazienti, le terapie sono state dispensate in regime convenzionato tramite le farmacie territoriali che sono riuscite a reperire i farmaci attraverso i diversi grossisti, con conseguente trasferimento temporaneo della spesa sul capitolo della farmaceutica convenzionata». Sono tutti aspetti che ora finiranno sotto la lente della nuova task force sul controllo dei conti. Intanto scoppia la polemica sul piano ferie. Nursing Up, il sindacato degli infermieri, evidenzia che i fondi destinati al piano ferie, per garantire la continuità dell'assistenza durante il periodo estivo, sono stati ridotti da 220mila a 200mila euro. «Impossibile firmare l'accordo sindacale in queste condizioni - dice il segretario Guerrino Silvestrini - bisogna lavorare per superare le disparità di trattamento».