Di: SEIDISERA - Elisa Fraccaroli / Spi Secondo un rapporto del Controllo federale delle finanze gli sconti concessi dall’industria farmaceutica, in particolare a medici, ospedali e farmacie, sarebbero andati in minima parte a vantaggio dei pazienti. In cifre, sostiene il documento, 88 milioni di franchi su un totale di 743 milioni (sconti nell’anno 2024). I fornitori di prestazioni, contattati da SEIDISERA, respingono però in blocco le accuse. La Federazione dei medici FMH non ha rilasciato interviste, ma in una risposta scritta ribadisce che per loro il rispetto delle disposizioni di legge è una condizione importante per l’esercizio della professione medica e che chi segue le prescrizioni di legge non deve essere oggetto di un sospetto generalizzato. Netta è anche la replica, per quanto riguarda gli ospedali, da parte di Alessandro Bressan, membro di comitato di H +, l’associazione degli ospedali svizzeri, e direttore dell’Ospedale regionale Bellinzona e Valli: “Contestiamo l’idea che semplicemente gli sconti vengano trattenuti. Tutto quello che viene eventualmente trattenuto, secondo le nostre convenzioni, viene fatto esclusivamente per il miglioramento della qualità all’interno delle nostre strutture. Si tratta di un tema fondamentale che va a beneficio dei pazienti e anche del sistema sanitario in generale e della gestione dei suoi costi”. Bressan tiene a sottolineare anche un altro aspetto: “Gli ospedali e le cliniche svizzere sono soggette anche a controlli plurimi, sia dalle comunità di acquisto stesse, sia dall’Ufficio federale della sanità pubblica e da organi indipendenti, i quali verificano che l’utilizzo di questi sconti da parte degli ospedali e delle cliniche sia appropriato”.Infine, prendono posizione anche le farmacie con la presidente di pharmaSuisse, Martine Ruggli che, ai microfoni di Radio SRF, a sua volta contesta le accuse e assicura di restituire ogni anno alle casse malati il 2,3% del prezzo totale dei farmaci, ovvero lo sconto medio, circa 60 millioni di franchi. Medici, farmacisti e ospedali respingono quindi l’accusa di trattenere impropriamente dei soldi derivanti dagli sconti sui medicinali. Di fronte a ciò sarà di particolare rilievo il ruolo dell’Ufficio federale della sanità pubblica chiamato dal Controllo federale delle finanze a svolgere una sorveglianza più sistematica.