di Giorgio Giannaccini
"Prima il sindaco Michelini ha emesso un’ordinanza che vietava l’ingresso al parco dell’Amicizia, salvo ripensarci e modificare l’atto il giorno dopo. Mentre stavolta è stata pubblicata un’ordinanza che imponeva la chiusura di un locale, revocando poi l’atto e annullando la chiusura in appena poche ore. La parte politica è scollegata dagli uffici: è inaccettabile e si fanno solo danni alla città". Sono le critiche che Maria Grazia Nalmodi e Alessandro Rovazzani, consiglieri del gruppo di minoranza Porto Recanati 21-26, rivolgono all’amministrazione del sindaco Andrea Michelini. Entrambi si riferiscono al caso scoppiato martedì a Porto Recanati. Nel primo pomeriggio il Comune aveva emesso un’ordinanza, disponendo la chiusura immediata di tre giorni nei confronti del locale Cayo Coco, a Scossicci, per "lo svolgimento di attività di pubblico spettacolo/intrattenimento danzante e musicale in assenza della licenza di agibilità" e anche per "l’abusiva occupazione di spazi e aree pubbliche demaniali/comunali". Ma dopo, verso le 20, è arrivata la marcia indietro del Comune che ha annullato il provvedimento di chiusura del locale. Però, secondo i consiglieri di Porto Recanati 21-26, non sarebbe il primo episodio del genere. "Era già successo a inizio mese con l’ordinanza che vietava l’accesso al parco dell’Amicizia, ogni giorno, dalle 20 alle 6 – osservano Nalmodi e Rovazzani –. In nemmeno 24 ore il sindaco Michelini aveva modificato l’atto, consentendo l’accesso ma non lo stazionamento notturno in quell’area. E qualche giorno dopo c’è stata una seconda integrazione, che ha modificato l’orario del divieto, e cioè dalle 23 alle 6. Ma atti del genere hanno ripercussioni pesanti sulla comunità: si può vietare l’ingresso in un parco con tutto questo caldo? Tra l’altro, quando si fa un’ordinanza, bisogna far osservare i divieti e quel parco non ha né recinzioni né cancelli per essere chiuso". Ovviamente non manca un commento sulla vicenda del Cayo Coco. "Abbiamo un’amministrazione che è scollegata con la parte tecnica del Comune: non verifica e non si confronta con nessuno – aggiungono Nalmodi e Rovazzani –. Un’ordinanza così ha pesanti ripercussioni su un’attività commerciale, per di più nel clou della stagione, a ridosso di Ferragosto. Non si possono lasciare situazioni indefinite in piena estate, vanno risolte prima. La giunta non approfondisce le questioni e non dà garanzie alle attività e ai cittadini".








