Matteo Bassetti, ordinario di malattie infettive all’Università di Genova, da giorni è al centro di una bufera social per aver evidenziato i rischi per la salute connessi al consumo di polpo crudo «non abbattuto». Alla «Gazzetta» spiega i termini della querelle e rinnova il suo amore per Bari e la Puglia.

Professore, la polemica si può sintetizzare nel conflitto tra scienza e tradizione?

«La contesa social è frutto dell’esibizionismo mediatico degli pseudo influencer che hanno pensato di rendere visibile al mondo una tradizione che dura da sempre ma che evidentemente non va bene».

Il nodo è il consumo del polpo, un must del «crudo barese»?

«No. Mi spiego. Quando diventa virale sbattere i polpi sullo scoglio e mangiarli subito dopo, si alimenta una consuetudine sbagliata. Nel 2026 non puoi dire che hai sempre fatto così e va sempre fatto così».