| 13 Agosto 2026 02:02 |
2 minuti per la lettura
(Adnkronos) – Olio d’oliva, di karité o cocco, mescolati con ossido di zinco in polvere ma anche cera d’api e altri ingredienti. Le ricette e i tutorial per preparare creme solari fatte in casa – che nella maggioranza dei casi non superano l’esame della scienza, secondo uno studio di qualche anno fa – si moltiplicano sui social: YouTube, TikTok e Instagram, in paricolare. Complici insondabili mode e correnti di pensiero ‘alternative’ che mettono in dubbio l’efficacia di prodotti in commercio o addirittura, come è successo recentemente, vengono collegate – in barba ad ogni evidenza scientifica – ai tumori della pelle. Teorie che si diffondono anche per dichiarazioni dei volti noti e che trovano terreno fertile negli utenti dei social come è avvenuto nel caso del rapper Salmo che, in un video, ha parlato del suo cancro della pelle mettendolo in relazione con l’uso della protezione solare. Il vero rischio però, spiegano gli esperti, è non proteggersi dai raggi solari dannosi, pericolo che con i prodotti casalinghi può amplificarsi perché ci si espone nella convinzione di essere protetti senza esserlo.
Il trend ‘Diy’ (Do It Yourself) sulla protezione solare allarma gli specialisti da qualche tempo. Non a caso alla 21esima edizione del Congresso francofono di allergologia (Cfa) di quest’anno è stata dedicata un’intera sessione al tema. “Le creme solari fatte in casa sono rischiose perché non sono regolamentate né testate per l’efficacia come quelle commerciali”, aveva spiegato per l’occasione Françoise Giordano dermatologa dell’ospedale Universitario di Tolosa. Inoltre “la loro resistenza all’acqua, la durata di conservazione e l’efficacia nella prevenzione del cancro della pelle durante l’esposizione cronica ai raggi Uv sono spesso sconosciute”. E questo è un enorme problema a fronte dell’aumento dei casi di tumore alla pelle la cui prevenzione si basa prevalentemente sulla limitazione dell’esposizione al sole e sull’utilizzo di creme e lozioni con protezione Uva e Uvb, e con fattore di protezione solare (Spf) di almeno 30.








