Un lungo testo sui social accusa le protezioni solari di causare tumori e le aziende di nasconderlo per profitto. Parte da uno studio vero, lo stesso di cui avevamo scritto, ma ne capovolge le conclusioni
Da giorni circola un testo allarmante, condiviso via Whatsapp e Facebook, accompagnato da un’immagine a fondo nero che recita “Vi hanno fatto temere il sole per potervi vendere un interferente endocrino spacciandolo per protezione”. Secondo la narrazione del testo, le creme solari entrerebbero nel sangue, imiterebbero gli ormoni, causerebbero il cancro, concludendo che le aziende starebbero nascondendo la verità da anni per puro profitto. La conclusione che il lettore rischia di trarre da questa narrazione fuorviante è quella di smettere di usarle, esponendosi al sole senza alcuna protezione.
Lo studio scientifico e cosa dice realmente
Lo studio citato si intitola “Effect of Sunscreen Application on Plasma Concentration of Sunscreen Active Ingredients”, è uscito su JAMA nel gennaio 2020 ed è uno studio clinico randomizzato condotto dalla stessa Food and Drug Administration statunitense. Il lavoro, svolto su 48 volontari, ha dimostrato che sei filtri UV chimici, tra cui oxybenzone e avobenzone, vengono assorbiti dalla pelle e raggiungono il sangue già dopo una giornata di applicazione. Questo risulta essere l’unico dato del testo virale che corrisponde alla realtà, tutto ciò che ne deduce, invece, no.











