Dopo il video social di Debora Rasio, in cui la nutrizionista e specialista in Oncologia, afferma che “le creme solari aumentano il rischio di tutti i tumori della pelle e soprattutto del melanoma”, a riaccendere il dibattito sulla loro efficacia e sicurezza è il caso di Salmo, che ha raccontato - sempre sui social - di avere un carcinoma basocellulare, noto anche come basalioma, il tumore cutaneo più frequente che compare soprattutto nelle zone esposte cronicamente al sole, come viso, naso, orecchie e collo. Ma la cronaca deve essere soltanto il punto di partenza: il vero tema è capire come scegliere e utilizzare correttamente i prodotti solari per ridurre il rischio di melanoma, carcinomi cutanei, scottature, macchie e invecchiamento precoce della pelle. Una crema solare, infatti, non è uno scudo assoluto e non autorizza a restare al sole senza limiti. Ma, se usata nel modo giusto e insieme ad altre misure di protezione, rappresenta uno degli strumenti più importanti per ridurre i danni provocati dai raggi ultravioletti.
Le creme solari proteggono davvero?
La risposta è sì, a condizione che vengano utilizzate correttamente. “I prodotti protettivi solari - cappelli, magliette e creme - se usati nella giusta modalità e quantità costituiscono la migliore strategia per restare all’aria aperta per motivi lavorativi o ricreativi minimizzando il rischio di danno della pelle”, spiega Daniela Massi, ordinaria di Patologia all’Università di Firenze e presidente dell’Intergruppo Melanoma Italiano (IMI). La protezione riguarda sia l’invecchiamento cutaneo sia la prevenzione dei tumori della pelle, compreso il melanoma. Il problema nasce quando la crema viene considerata un lasciapassare per prolungare l’esposizione, soprattutto nelle ore centrali della giornata.













