Anna Mondino, direttrice scientifica di Fondazione AIRC, fa chiarezza sul polverone social attorno all’uso delle creme solari: “Dire che facciano male è un grave errore. Chi smette di usarle rischia di più”.
Il polverone sulle creme solari e il rischio di tumori della pelle non accenna a placarsi. Sui social si moltiplicano i video che mettono in discussione l’uso della protezione solare, con messaggi capaci di influenzare il comportamento di molte persone. Un tema diventato terreno fertile per chi è alla ricerca di visualizzazioni e per chi non si fa scrupoli a cavalcare la disinformazione, anche a costo di deformare vicende personali per farle apparire più gravi di quanto non siano. Ne abbiamo parlato con la professoressa Anna Mondino, direttrice scientifica di Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, che a Fanpage.it ha spiegato perché, in questa situazione, non possiamo permetterci di abbassare la guardia.
Cosa ne pensa di tutto questo? Come scienziata e ricercatrice sono allibita da quello che sta succedendo. Le raccomandazioni sui comportamenti salutari sono frutto del lavoro meticoloso e della collaborazione incessante di medici e ricercatori. La scienza e la medicina partono da osservazioni e ipotesi che, attraverso esperimenti complessi, portano a risultati che vengono pubblicati su riviste internazionali dopo attento scrutinio, per poter essere riprodotti da altri ricercatori. Studi clinici controllati sono poi necessari per generare raccomandazioni per i cittadini. Trovo molto preoccupante che sui social vengano messe in dubbio evidenze consolidate ormai da anni e senza una verifica delle fonti. È il segno di quanto ci si affidi a internet per trovare risposte, senza chiedersi da dove provengano le informazioni. Quando parliamo della salute delle persone è un problema molto serio.









