Catania, 12 agosto 2026 – “Mungibeddu” ha preteso il suo tributo, da vacanzieri e politici. Da sette giorni migliaia di passeggeri restano intrappolati all’aeroporto di Fontanarossa: c’è chi dorme per terra, chi si è accampato sui nastri dei bagagli, in attesa di notizie che non arrivano mai. Un calvario fatto di cancellazioni, ritardi, dirottamenti su mezza Sicilia. L’Etna non dà tregua e continua a vomitare magma basaltico e cenere.
Nel primo pomeriggio di oggi è arrivata la comunicazione più pesante: lo scalo catanese resterà chiuso almeno fino alle due di notte di venerdì 14 agosto. Dall’inizio dell’emergenza sono già saltati oltre 700 voli. Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, assicura di essere “pronta al ripristino di tutte le attività aeroportuali non appena le autorità preposte autorizzeranno la riapertura dello spazio aereo”. Le infrastrutture, si legge nella nota, restano in “piena efficienza operativa” in attesa che si creino condizioni di sicurezza. Quanto alla gestione dei singoli voli, la responsabilità resta in capo alle compagnie aeree, impegnate in queste ore a proteggere i motori dei velivoli dalla cenere ad alta temperatura, capace di danneggiare propulsori e turbine. Parole e intenti che però suonano come “acqua che non toglie sete”, sbotta una catanese diretta a Milano, esasperata da un’attesa che le ha fatto saltare coincidenze e vacanze. Etna, fumo nero sul turismo: cancellati più di settecento voli (Afp)










