Non sarà l'ultimo giorno di passione per l'aeroporto di Catania e per chi sta cercando di raggiungere la Sicilia in aereo. Le ceneri causate dalle eruzioni dell'Etna hanno già provocato dall'8 all'11 agosto nello scalo di Fontanarossa cancellazioni e mancati arrivi e partenze per circa 700 voli, di cui circa 250 riprogrammati (tra Comiso, Palermo e Trapani). L'aeroporto internazionale di Catania, gestito dalla Sac, è chiuso almeno fino alle 16 di giovedì 13 agosto.

"A essere fuori posto non è il vulcano ma l'aeroporto", è il commento del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, ex presidente della Regione siciliana. "Quanto sta accadendo in questi giorni negli aeroporti di Catania e Comiso, con cancellazioni, ritardi e pesanti disagi per migliaia di cittadini e turisti nel pieno della stagione estiva, ripropone un problema che la Sicilia conosce da tempo". Nel 1999, ricorda Musumeci, "avevo evidenziato i limiti dello scalo di Fontanarossa e della sua particolare vulnerabilità legata alla vicinanza con l'Etna. Inserimmo nel Piano territoriale provinciale la proposta di una delocalizzazione dello scalo". Aggiunge che "facemmo inoltre elaborare uno studio preliminare per un nuovo aeroporto nella Piana tra Catania ed Enna, pensato al servizio di sette province su nove. Quella mia idea non trovò sostegno. Da allora sono trascorsi quasi trent'anni, il traffico aereo e i flussi turistici sono cresciuti enormemente, mentre le conseguenze delle eruzioni dell'Etna continuano periodicamente a condizionare l'operatività degli aeroporti orientali e a renderli, sul piano reputazionale, poco attrattivi in termini di mobilità e accessibilità. Tornai sul tema da presidente della Regione, incontrando la ostilità della società di gestione e l'indifferenza degli enti locali interessati". Musumeci sottolinea che "non si tratta oggi di sostenere che quella mia iniziativa debba essere necessariamente ripresa così come era stata concepita allora. Ma è difficile negare che i fatti di questi giorni dimostrano una sola cosa: ad essere fuori posto non è il vulcano ma l'aeroporto. Credo che il problema esista e meriti una riflessione seria e lungimirante nella programmazione delle grandi infrastrutture, con una visione a lungo termine. Si tratta solo di decidere quale ruolo debba avere la Sicilia nel futuro della crescente mobilità aerea".