«La confessione di cui apprendiamo lascia sgomenti e conferma il delirante teatro della follia, se il movente reale fosse effettivamente quello riportato». Lo afferma l’avvocato Roberto De Vita, legale di Sigfrido Ranucci, commentando gli ultimi sviluppi della vicenda.Il legale ricorda come il conduttore di Report sia sotto scorta ininterrottamente dal 2021, una misura «confermata negli anni per la gravità delle minacce di morte ricevute e rigorosamente valutate dal Ministero dell’Interno».«Popolarità già elevatissima»

De Vita sottolinea inoltre come la notorietà di Ranucci fosse già molto alta ben prima degli ultimi fatti. «La popolarità del conduttore di Report era già da molto tempo elevatissima sia in Italia che all’estero – osserva – e la persistenza della tensione mediatica su quanto sta avvenendo ne è la prova».Secondo il legale, qualora il movente emerso fosse confermato, si tratterebbe di una spiegazione «tra l’inutile e il rassicurante», comunque distante da scenari «ben più gravi e gravosi».Resta però centrale, conclude De Vita, la verifica dell’attendibilità delle dichiarazioni rese: «Ovviamente un conto è la confessione, altro la valutazione della sua credibilità».